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Dott.ssa Priscilla Berardi medico, psicoterapeuta, sessuologa  Cell.+39 349 5455417

Quelle (s)volte nella vita...

Domanda di Blues del 29 settembre 2017

Buongiorno. Alla soglia dei 53 anni mi sento come travolto dalla vita come vittima di un fiume in piena... Cerco di non affondare con grandi sforzi emozionali. Vivo come se non riuscissi a risalire la corrente.... Presumo di soffrire d'ansia visto che mi sento costantemente in apnea. Eppure i feedback esterni sono positivi... Ma è come se avessi la sensazione che da fuori si veda una persona diversa da quella che io sento di essere...! E' una questione di autostima? Di dipendenza affettiva? Grazie per l'attenzione che vorrà dedicare a queste righe. Buona giornata! Blues


Gentile Blues,
da quanto tempo vive questa "piena emozionale"? O da quanto tempo ne ha preso coscienza? Nell'immagine di chi non riesce a risalire la corrente leggo tutta la sua fatica. Immagino quell'apnea come il tentativo di non affogare e di concentrarsi per non andare a fondo.
Non so dirle se si tratti di scarsa autostima (sente di non piacersi abbastanza? sente un senso di inadeguatezza e di impotenza di fronte alla vita e alle persone? sente che le sue azioni sono finalizzate a ricevere apprezzamento dagli altri?) oppure se si possa parlare di dipendenza affettiva. La dipendenza affettiva riguarda le nostre modalità relazionali, il non riuscire a fare a meno dell'adrenalina che ci viene dallo struggimento e dalla passione, ma anche il costringersi in rapporti dannosi che prosciugano le nostre energie e a volte la nostra salute, spinti da un bisogno costante di appartenere a qualcuno e non sentirsi abbandonati. Non conosco il suo stato relazionale e come costruisce i suoi legami di coppia, di amicizia e di vicinanza. In entrambi i casi, però - autostima e dipendenza affettiva - vale la pena approfondire l'argomento e cercare una nuova dimensione di 'stare bene', appagante e benefica. E' possibile. Anche a 53 anni. 
Potrebbe anche essere una fase del ciclo vitale, una sorta di test che periodicamente il Vivere ci propone, quando siamo chiamati a fare dei cambiamenti complessi, a ri-registrarci su nuove esperienze e su nuove persone.

In tutti i casi, credo che sia una di quelle volte in cui le riflessioni, l'ascolto delle nostre emozioni, il nostro stesso corpo che ci parla con le sue strane metafore come la fatica di respirare (non a caso, funzione basilare dell'esistere) ci impongono di fare la Svolta. E finalmente mettere d'accordo la propria Immagine di Sé con l'Immagine restituita dagli altri. Provi a chiedere una consulenza in studio a un terapeuta con cui confrontarsi su questi argomenti.