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Dott.ssa Priscilla Berardi medico, psicoterapeuta, sessuologa  Cell.+39 349 5455417

Il Trauma

Che cosa si intende per Trauma?

Il trauma è un evento che interrompe bruscamente le consuetudini, gli abituali modi di pensare e di sentire, creando una spaccatura tra un "prima" e un "dopo", con effetti negativi (psicologici, cognitivi, fisici) sulla persona che lo subisce.

Esistono traumi 'grandi', il cui effetto è più spesso immediatamente evidente, come un grave lutto, una grave malattia propria o di un proprio caro, un aborto, aggressioni e violenze subite, sequestri, o le grandi catastrofi naturali in cui si perdono i propri punti di riferimento e i propri ancoraggi - sono traumi esterni all'identità, in cui si verificano morte o minaccia all'integrità fisica propria o dei propri cari.
Ma esistono anche traumi 'piccoli', interni all'identità, che agiscono in modo più sottile; sono spesso micro-esperienze ripetute e prolungate nel tempo, che hanno a che fare con le relazioni significative della nostra vita, spesso della nostra infanzia, come umiliazioni, bullismo, abbandoni, trascuratezza (neglect), maltrattamenti fisici e psicologici. Piccoli, e per questo sottovalutati, ma non meno importanti.

A seguito dell'evento traumatico, il nostro sistema neuro-vegetativo di allerta e di salvataggio attiva una serie di risposte da stress (ormonali, biochimiche, neuromuscolari) tramite la produzione di cortisolo e adrenalina, per permetterci di difenderci.
In alcuni casi questo sistema di allerta rimane attivato troppo a lungo o viene iperattivato, e non lascia il tempo al Sistema Adattivo dell'Informazione, innato e intrinseco a noi tutti, di elaborare l'esperienza in modo funzionale. Le informazioni relative all'esperienza stressante rimangono isolate e intrappolate, come una drammatica istantanea dell'evento, o un doloroso cortometraggio che non riesce a trovare un lieto fine.

Quali eventi possono essere traumatici e stressanti per i bambini?

Ogni evento che provochi nel bambino un senso di inefficacia e di impotenza, di abbandono, di mancanza di valore di sè, di paura o pericolo, di non essere amato, e sia accompagnata dalla mancanza di un sostegno emotivo valido da parte di una figura adulta di riferimento, costituisce un trauma o un forte stress.
L'evento può essere esterno, improvviso, inaspettato, grave, come ad esempio l'essere vittima di un terremoto o di un abuso, ma può essere anche costituito da una serie di esperienze negative ripetute e sottovalutate che causano nel bambino sofferenza e solitudine nell'affrontarle. La presenza di un adulto capace di contenere la paura e il dolore del bambino, sostenerlo emotivamente, farlo sentire protetto, aiutarlo a mettere in atto strategie per affrontare la situazione, un adulto che aiuti il bambino ad elaborare l'evento traumatico e a superare positivamente la propria rabbia, è considerato un aspetto protettivo fondamentale per non sviluppare un disturbo Post Traumatico e non trovarsi ad affrontare un serio disagio psicologico in età adulta.

I bambini tendono ad attribuire a se stessi la responsabilità di ciò che di negativo accade loro, pur di non interrompere il legame di accudimento con le figure genitoriali. Spesso non sono in grado di esprimere a parole il loro disagio, e lo comunicano con comportamenti disfunzionali come rabbia, tristezza, apatia, oppositività, convinzione della propria incapacità, mancanza di attenzione e di capacità di concentrarsi, disturbi del sonno e dell'appetito, evitamento di situazioni o persone, regressioni, aumento dell'attacamento verso figure genitoriali. Se il disagio non viene compreso e il bambino invece di essere aiutato viene punito, il trauma che si porta dentro si amplificherà.

Spesso gli adulti con problemi psicologici nascondono dentro di sé un bambino che ha subito esperienze traumatiche nell'infanzia.

Quale tipo di psicoterapia può essere utile in questi casi?

Esistono numerosi studi scientifici che provano l'efficacia dell'EMDR, anche dal punto di vista neurobiologico, configurandolo come un metodo evidence based. Negli ultimi trent'anni l'EMDR è stato riconosciuto dal Ministero della Salute e da Associazioni internazionali di Psichiatria come metodo di provata efficacia nella terapia di traumi ed eventi stressanti di lieve e grave entità.

L'EMDR stimola il sistema parasimpatico, abbassa i livelli di cortisolo, permette alla regione corticale del nostro cervello di riconnettersi con la parte limbica (emotiva) e rettiliana (istintuale) e così consente l’assimilazione di informazioni adattive trovate in altre reti di ricordi, collegandole alla rete che conteneva l’evento disturbante isolato. Permette dunque di creare una diversa narrativa dell'episodio traumatico, desensibilizzarlo, ricollocarlo nel passato, integrarlo agli altri aspetti dell'esistenza. L’elaborazione si rende evidente attraverso una rapida progressione di connessioni intrapsichiche: emozioni, insight, sensazioni e ricordi emergono e cambiano ad ogni nuovo set di stimolazioni bilaterali finché l'evento appare distante ed emotivamente meno pregnante.